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SOGGETTI BENEFICIARI In questa pagina: Definizione di piccola, media e grande impresa I criteri per distinguere le aziende che richiedono agevolazioni finanziarie sono diversi e spesso sono combinati tra di loro. Elenchiamo i principali criteri: - per dimensione di impresa (piccola, media, grande)
- per tipologia di attività (artigiana, turistica, di servizi, ecc.)
- per settore produttivo (siderurgica, tessile, navale, ecc,)
- per localizzazione geografica (luogo dove viene realizzato l’investimento).
La distinzione per dimensione di impresa (all’ultimo bilancio approvato) è senza dubbio la più importante e rilevante : essa tiene conto del requisito di “indipendenza”, del numero degli occupati e, alternativamente, del fatturato e dell’attivo di bilancio. Per requisito di "indipendenza" si intende che il capitale od il diritto di voto dell'Impresa non devono essere detenuti per il 25% o più da Imprese associate e/o collegate. Tab. 1 - Schema riassuntivo delle micro, piccole, medie e grandi imprese Parametri di classificazione | | Numero effettivi | Fatturato annuo | Attività Stato Patrimoniale annuo | Micro Imprese | Inferiore a 10 persone | Non superiore a 2 milioni di Euro | Non superiore a 2 milioni di Euro | Piccole imprese | Inferiore a 50 persone | Non superiore a 10 milioni di Euro | Non superiore a 10 milioni di Euro | Medie imprese | Inferiore a 250 persone | Non superiore a 50 milioni di Euro | Non superiore a 43 milioni di Euro | Grandi imprese | Superiore a 250 persone | Superiore a 50 milioni di Euro | Superiore a 43 milioni di Euro |
Per la determinazione dei valori di fatturato ed attivo di bilancio, l’anno da prendere in considerazione è quello relativo all’ultimo esercizio contabile approvato.
Gli effettivi corrispondono al numero di unità lavorative-annuo (U.L.A.), cioè al numero di dipendenti occupati a tempo pieno durante l'anno; i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di U.L.A. (sono esclusi dal calcolo gli apprendisti con contratto di apprendistato, gli studenti con contratto di formazione, i dipendenti in congedo parentale o di maternità). Un’altra categoria di beneficiari delle agevolazioni è costituita da imprese di settori industriali “particolari” per cui la Commissione Europea ha stabilito una deroga al normale regime degli aiuti di stato. I settori industriali beneficiari di una disciplina speciale per quanto riguarda gli aiuti sono: - Industria tessile
- Industria tessile e dell’abbigliamento
- Industria delle fibre sintetiche
- Industria automobilistica
- Prodotti siderurgici fuori CECA
- Costruzioni navali
- Trasporti
- Agricoltura
- Pesca ed acquacoltura.
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Gli Enti erogatori Innanzitutto l’ente erogatore è il soggetto, a livello europeo, nazione o regionale, deputato alla gestione dello strumento finanziario di agevolazione e, di conseguenza, il riferimento principale per ottenere tutte le informazioni tecniche ad esso relative. La distinzione delle competenze viene fatta su base nazionale: - Enti a livello europeo
- Enti a livello nazionale
- Enti a livello regionale o locale.
A livello comunitario le agevolazioni sono gestite da diverse direzioni generali ognuna delle quali ha le sue competenze specifiche, in alcune occasioni la gestione dei programmi è appaltata a società esterne. Molto frequentemente le Camere di Commercio concedono agevolazioni utilizzando fondi propri; spesso esse si indirizzano verso imprese artigiane, turistiche commerciali. Questi bandi sono caratterizzati da una maggiore semplicità di attivazione rispetto ad altri tipi di strumenti, soprattutto quando riguardano i “microinvestimenti”. Inizio pagina Zone geografiche di intervento La definizione di “zona d’intervento” è molto importante perché permette all’imprenditore di conoscere se sul territorio in cui opera sono previsti strumenti agevolativi. Alcune tipologie di finanziamento sno applicabili su tutto il territoiro nazionale, altri si riferiscono a specifiche zone, più o meno svantaggiate oppure prevedono percentuali di agevolazioni differenti a seconda che l'investimento sia realizzato o meno in queste zone. Quindi, la prima cosa da fare è quella di valutare se la normativa di finanziamento è applicabile al luogo dove si intende realizzare il progetti, in alcuni casi, ha valenza la residenza dell'imprenditore che dovrà gestirlo. Inizio pagina Alcuni concetti territoriali Di seguito esamineremo alcuni concetti territoriali più ricorrenti nelle leggi di agevolazioni (infatti, esistono ulteriori criteri geografici): - Zone “obiettivo” UE
- Zone in deroga art.87.3c del Trattato di Roma
- Zone a rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro (ex L.236/93)
- Zone di intervento per programmi specifici (ad esempio PIC)
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Aiuti di Stato alle PMI La Commissione e la Corte di Giustizia dell’UE hanno stabilito che si può considerare aiuto di Stato qualsiasi vantaggio, suscettibile di valutazione economica, concesso dalle autorità pubbliche a favore di un’impresa senza contropartita o con una contropartita che vi corrisponda in misura minima. Attualmente viene considerato “aiuto di Stato” ogni aiuto finanziato con risorse statali, concesso da organismi pubblici o enti privati autorizzati o istituiti dallo Stato (ad esempio sindacati, associazioni di categoria, società di partecipazione e gestione finanziaria o addirittura società commerciali). I principi fondamentali dell’intervento statale a favore delle PMI si riferiscono al carattere di “incentivo” dell’aiuto (non deve avere come unico effetto di ridurre in maniera continuativa e periodica i costi normali di gestione dell’impresa) e al fatto che sia finalizzato a realizzare degli obiettivi, di interesse comune, che l’azienda non potrebbe affrontare con il ricorso al mercato. Le tipologie degli investiementi sono definite dal legislatore comunitario e, perogni tipologia, è prevista una differente intensità di aiuto in funzione che l'impresa sia situata in una zona obiettivo oppure no. Inizio pagina
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